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CHIETI

Promotore: DiSPuTer, Dipartimento di Scienze Psicologiche, della Salute e del Territorio dell'Università degli Studi “G. d'Annunzio” di Chieti-Pescara

Il Dipartimento di Scienze Psicologiche, della Salute e del Territorio ( (ex- Dipartimento di Scienze Psicologiche, Umanistiche e del Territorio) nasce da un progetto scientifico, didattico e di servizio al territorio e alla collettività, largamente interdisciplinare basato su un comune fondamento metodologico scientifico e storico.  Nel DiSPuTer, infatti, settori scientifico disciplinari diversi si integrano in modo innovativo  attorno ad un comune oggetto di ricerca, e cioè la conoscenza dell’uomo e del suo ambiente di vita (inteso come concetto  fisico,  psicologico e culturale).

     

 

Complessità in Psicologia, Complessità nella Salute, Complessità nel Territorio

Moderatore del convegno

Luca Tommasi

Professore ordinario di Psicobiologia e psicologia fisiologica presso l’Università ‘G. d’Annunzio’ di Chieti-Pescara, ove coordina il Corso di studi triennale in ‘Scienze e tecniche psicologiche’. Si occupa delle basi biologiche dell’attività mentale e del comportamento, con particolare attenzione per la lateralizzazione emisferica.

venerdì 29 maggio 2015

La complessità dell’intelligenza

relazione all'interno del convegno

ore 9:00 - 9:20 presso AULA MAGNA DI PSICOLOGIA - UNIVERSITA’ “G. d’ANNUNZIO”, VIA DEI VESTINI 31, 66013 CHIETI

L’intelligenza umana è uno degli argomenti più affascinanti e complessi della psicologia.  Ma in realtà che cosa è l’intelligenza ? Come funziona? A partire dall’intelligenza concepita quale sistema complesso, cercheremo di dare una risposta a queste domande.

Aristide Saggino

Professore Ordinario di Psicometria Università di Chieti-Pescara

Complessità e rischio: dinamiche psicosociali e ruolo della psicologia

relazione all'interno del convegno

ore 9:20 - 9:40 presso Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara - Campus Universitario Madonna delle Piane, Via dei Vestini, 31 - 66100 Chieti

In occasione di eventi calamitosi si rivela tutta la complessità delle dinamiche intrapsichiche sottese dalla dimensione storico culturale dei processi psicologici,  dagli atteggiamenti verso il rischio e dalle scelte sui comportamenti da assumere.
La psicologia può dare un suo contributo alle politiche di gestione del rischio, con particolare riferimento all’elaborazione dei modelli teorici sui processi cognitivi che sono alla base della percezione del rischio e al dibattito attorno al modo in cui coniugare le competenze degli esperti con le emozioni e le intuizioni delle persone comuni.

Chiara Berti

Professoressa Associata di Psicologia Sociale presso l’Università di Chieti-Pescara. Dopo la Laurea in Medicina e Chirurgia, si è specializzata in Psicologia Clinica e in Psichiatria. I suoi interessi di ricerca sono rivolti ai temi della psicologia della giustizia e alle rappresentazioni sociali. E’ membro del Consiglio Universitario Nazionale (C.U.N.).

Boundaryless careers: minaccia o sfida? Complessità e career management

relazione all'interno del convegno

ore 9:40 - 10:00

L'attuale mercato del lavoro, all'insegna dell'insicurezza lavorativa, richiede agli individui una responsabilità nella gestione del proprio sviluppo professionale e la maturazione di nuove competenze, personali e sociali, dalla fase delle scelte scolastico-formative fino alla fase di gestione delle transizioni lavorative. Come trasformare il portato di una simile complessità da minaccia a sfida?

Michela Cortini

Ricercatrice in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni all'Università G. d'Annunzio, è membro del Board del Journal of Workplace Learning . Sulla complessità nella gestione delle nuove carriere ha recentemente scritto “Boundaryless Careers and Occupational Wellbeing” (Palgrave MacMillan, in coll. con Morin e Tanucci).

 Complessità e Invecchiamento

 relazione all'interno del convegno

ore 10:00 - 10:20

 L’invecchiamento è, per definizione, il periodo più complesso da studiare in una prospettiva dell’ allungamento della vita. Il contributo si focalizzerà sulla descrizione di tre punti fondamentali che rendono lo studio dei processi psicologici nell’invecchiamento estremamente complesso. Primo, le traiettorie che i nostri processi cognitivi possono seguire sono variegate. Secondo, i cambiamenti a carico delle aree cerebrali implicate sono anche essi stessi variegati. Terzo, c’è un’estrema variabilità nelle prove cognitive.

Nicola Mammarella

Professore Associato di Psicologia Generale presso l’Università di Chieti. Si occupa dello studio dei processi di memoria in età adulta con particolare riferimento alla popolazione anziana. È membro del Comitato Scientifico della SIPI (Società Italiana di Psicologia dell’Invecchiamento) e collabora con numerose sedi universitarie sui temi legati alla terza età.

La Complessità in Clinica Psicologica e del Benessere

relazione all'interno del convegno

ore 10:20 - 10:40 presso Aula Magna di Psicologia - Palazzina Ex-Farmacia, Via dei Vestini 31, Campus Universitario, terzo piano, Chieti Scalo, 66100.

Nell’ambito del paradigma della “Complessità”, il presupposto epistemologico della “multidimensionalità” (peraltro presente sia nel modello olistico sia in quello biopsicosociale, entrambi conflittualizzati tra “onnipotenza” metodologica e “impotenza” applicativa), consente di affiancare alla estrema significatività “teorica”, un’innovativa e sostanziale ricaduta sul piano della Clinica Psicologica e del Benessere. Nell’ottica della Complexity Science non solo si rende possibile una poliedricità, “efficace  e intrecciata”, di interventi clinici (valutazione, diagnosi, trattamento e riabilitazione), ma anche una innovativa e parallela attività di  prevenzione, promozione della salute e potenziamento delle risorse positive.

Mario Fulcheri

Professore Ordinario di Psicologia Clinica, Presidente del CDS Magistrale in Psicologia Clinica e della Salute, Socio Fondatore “Mind Force Society - Institute for Comlexity Studies”.

Complessità e Riproduzione Umana: quando le colpe dei padri ricadono sui figli

relazione in un convegno

ore 11:20 - 11:40 presso AULA MAGNA DI PSICOLOGIA - UNIVERSITA’ “G. d’ANNUNZIO”, VIA DEI VESTINI 31, 66013 CHIETI

Nella riproduzione umana, insieme al proprio patrimonio genetico, i genitori trasferiscono ai figli la memoria biologica delle proprie esperienze di vita attraverso modificazioni epigenetiche. Nella relazione sono affrontate le possibili implicazioni di questo fenomeno in alcuni aspetti della fecondazione assistita, quali la fecondazione eterologa.

Liborio Stuppia

Professore Ordinario di Genetica Medica. Direttore del Dipartimento di Scienze Psicologiche, della Salute e del Territorio

 Complessità della salute e organizzazioni sanitarie

 relazione all'interno del convegno

ore 11:40 - 12:00

La salute è complessità, multidimensionalità; va conquistata giorno per giorno. Il mito della salute affidata a organizzazioni sanitarie capaci di tutelarla è una trappola.

Fulvio Forino

Ideatore e coordinatore del Festival della Complessità, Presidente di  Dedalo 97, ha maturato una lunga esperienza come Direttore Sanitario Ospedaliero e Aziendale. Impegnato nella ricerca, nell’insegnamento  e nell’applicazione dei principi dell’approccio sistemico al management, alla medicina e alla formazione, docente in decine di eventi formativi e in diversi master e corsi universitarie,  è autore di saggi e articoli.

Complessità e Archeologia: Conflitto tra Identità Culturale e Politica nelle aree post-belliche

relazione all'interno del convegno

ore 12:20 - 12:40 presso UdA - Via dei Vestini, 30, 662100 Chieti

La complessità è insita nell’archeologia già come materia, che interagisce con realtà pluristratificate, sia dal punto di vista geologico, che storico, antropologico e sociale. Tale complessità viene però accentuata in aree, situazioni e contesti ove gli eventi bellici e post-bellici determinano crisi conflittuali tra patrimonio culturale, finalità propagandistiche della politica e autodeterminazione etnica e culturale. Recenti eventi bellici e crisi geo-politiche nel Mediterraneo stanno dimostrando e ribadendo la complessità di tali problematiche, evidenziando come plurime e apparentemente contraddittorie possano essere le risposte nei diversi contesti.

Oliva Menozzi

Direttore della Missione Archeologica dell’Università di Chieti in Libia, Egitto e Cipro. Insegnamento di Archeologia delle Colonie Greche e delle Province Romane. Membro del Frankfurter elektronische Rundschau zur Altertumskunde. Autore di pubblicazioni internazionali su tematiche di Archeologia in Libia, Egitto e Cipro.

Grandi Rischi: l'esigenza di un'altra narrazione

relazione all'interno del convegno

ore 13:00 - 13:20 presso UdA - Via dei Vestini, 30, 662100 Chieti

Il processo alla Commissione Grandi Rischi è stato al centro delle cronache perché vede sul banco degli imputati sette uomini di scienza, accusati di omicidio colposo per non aver svolto un’adeguata valutazione e comunicazione del rischio in occasione del terremoto dell’Aquila del 2009. Il caso ha dato luogo a un dibattito polarizzato tra le posizioni dei colpevolisti e quelle degli innocentisti. È possibile proporre un punto di vista più ampio e immaginare degli scenari futuri? Un’accurata ricostruzione dei fatti e della sentenza di primo grado permette di discutere il modo in cui la vicenda è stata rappresentata, talora travisandola, sui mezzi di informazione e interrogarsi sulle possibili conseguenze che questo processo potrebbe avere per il futuro della comunicazione del rischio.

Valerio Congeduti

Master in Comunicazione della Scienza presso la SISSA di Trieste, cultore della materia e titolare del corso “Laboratorio di scrittura scientifica” presso l’Università di Roma Tor Vergata, autore di “Un rischio non calcolato: il processo dell’Aquila” in Dragotto, Ferrazzoli (a cura di), Parola di Scienziato, Universitalia, 2014.

Comunicare la Scienza

relazione all'interno del convegno, presentazione di un libro

ore 13:20 - 13:40 presso UdA - Via dei Vestini, 30, 662100 Chieti

Il terremoto de L'Aquila ha generato un'azione legale per omicidio colposo contro gli scienziati che pochi giorni prima avevano partecipato a una riunione ufficiale per valutare i rischi in vista dell'attività sismica in corso. Fin dall'inizio, il caso è diventato oggetto di una enorme pressione mediatica. Il pubblico si è schierato in due fazioni assoluzionista e colpevolista, ufficialmente stato fatto circolare una lettera per una sottoscrizione di scienziati per scagionare gli imputati e molti geologi hanno sottoscritto ritenendo di essere stati accusati, come categoria, di non aver previsto il terremoto. Si è creata una vasta gamma di opinioni a volte fondata sul "sentito dire" o basate su informazioni non corrette che hanno portato a definire il processo un processo contro la scienza. Più probabilmente si tratta di un fallimento della comunicazione della scienza, di una confusione di ruoli e di una fusione tra scienza e politica. Tale tipo di problematiche legate alla complessità del sistema di feedback -informazione geologica-uso sociale e condizionamento politico- richiede ancora una risposta in visione di future minacce di disastri naturali ed antropici e una ristrutturazione normativa del rapporto tra scienza e politica che vanno ben oltre il caso "L'Aquila".

Francesco Stoppa

Professore ordinario, Docente di Rischio Vulcanico.

 

Valerio Congeduti

Master in Comunicazione della Scienza presso la SISSA di Trieste, cultore della materia e titolare del corso “Laboratorio di scrittura scientifica” presso l’Università di Roma Tor Vergata, autore di “Un rischio non calcolato: il processo dell’Aquila” in Dragotto, Ferrazzoli (a cura di), Parola di Scienziato, Universitalia, 2014.

 

Francesca Dragotto

Professoressa di linguistica presso l'Università di Tor Vergata

 

Marco Ferrazzoli

Capo ufficio stampa del CNR

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