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Perché un Festival della Complessità

Il Festival della Complessità, alla sua ottava edizione. È la prima e unica manifestazione nazionale dedicata a porre in evidenza la complessità e il pensiero sistemico nel dibattito culturale e scientifico del nostro paese. Intende coinvolgere persone, associazioni, movimenti, enti locali, scuole e altri soggetti in eventi che vogliono essere parte di quella rete invisibile di manifestazioni e iniziative che nascono dalla creatività culturale del nostro paese.

Questa ottava edizione ha come titolo “In che mondo viviamo”. Propone di riflettere su come orientarci in questa nostra epoca di globalizzazione in cui tutto sembra tradirci. La scienza, il progresso, il benessere che abbiamo conquistato appaiono come rivoltarsi contro di noi e generare inquinamento, conflitti, crisi economica, corruzione, solitudine, malattie, iniquità; e non ci sono ricette magiche o soluzioni semplici.

Il Festival della Complessità propone eventi che suggeriscono come comprendere la nostra realtà, come vivere e agire. Non è semplice immaginare il futuro dei figli, guidare un’azienda, insegnare in una scuola, dirigere una squadra di calcio, prendersi cura di un paziente, prevedere lo sviluppo di una città. Siamo di fronte all’imprevedibile, all’incerto. Le variabili in gioco sono troppe per esser messe sotto controllo. Eppure, molti pensano che il futuro di un figlio dipenda soprattutto dall’avere un programma preciso, che un’azienda debba funzionare essenzialmente come un orologio, che gli alunni debbano soprattutto apprendere delle nozioni, che una squadra di calcio ha successo solamente applicando degli schemi, che un paziente non sia altro che una macchina biologica, che lo sviluppo di una città risponda sostanzialmente a una programmazione dettagliata. Non è così, e il pensiero sistemico non è una filosofia esoterica. Prima che una nuova disciplina, è comprendere la complessità del vivere e agire nella nostra vita, nel mondo e nel tempo a noi assegnati.

Il Festival della Complessità nasce nella convinzione che i concetti di complessità e di sistema stiano aprendo la strada a nuove concezioni della vita e della realtà. Oggi sappiamo che l'universo non è un meccanismo immutabile; la terra è un unico organismo che si autoregola; la mente è un tutt’uno con il nostro corpo; una famiglia, cosi come una società consistono in una rete di molteplici relazioni. Il destino delle società e di ciascuno di noi appare dipendere da un tutto incomprensibile, un tutto in cui ogni situazione appare interconnessa a molte altre, in cui ogni  problema è un “groviglio” di problemi interdipendenti che per essere affrontati richiedono l’adozione di un pensiero e di una visione sistemici che aprano a soluzioni inaspettate e sorprendenti.

Il Festival della Complessità diffuso intende essere un’occasione per alimentare in più punti della società il pensiero sistemico, per diffonderlo, per mantenerlo vivo in punti della società, in altrettanti incubatoi di una nuova chiave interpretativa della realtà capace di confrontarsi con la complessità e l’incertezza  dell’epoca in cui viviamo.

Il Festival della Complessità a Km zero vuole dar vita a eventi decentrati e realizzati in molte città grazie all’iniziativa di Partner Promotori  partecipi delle realtà e della cultura locali in cui vivono. Esprime l’idea che sia possibile generare localmente e capillarmente nuove idee e nuove visioni. Vuole  mobilitare e valorizzare quel patrimonio di creatività e di  risorse civili, scientifiche e culturali locali così capillarmente diffuso nel nostro paese.

Il Festival della Complessità è un festival libero. Vuole infrangere il monopolio della cultura di massa alimentato dai grandi mezzi di comunicazione. È autofinanziato e non ha scopi di lucro, è una sfida e una risposta alla burocratizzazione e alla speculazione culturale.
 

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